Cosa è importante riciclare?

 

Plastica
Erroneamente si pensa che vi sia un solo tipo di plastica, in realtà si dovrebbe parlare di plastiche in quanto diversa è la loro composizione chimica.
Una buona percentuale viene impiegata dal settore dell'imballaggio (PVC, PET, PS, PP) al quale è destinato il 40,6% del consumo di materiale plastico. In discarica la plastica occupa, a parità di peso, un volume pari a circa il 75% rispetto ad altri rifiuti, inoltre praticamente non si decompone e nell' impianto di combustione le plastiche clorurate, come il PVC, possono contribuire alla formazione e dispersione diossine ed altri composti estremamente nocivi per la salute e l'ambiente.
Le plastiche più diffuse sono:
-Polietilene PE; si usa per la fabbricazione dei sacchetti di plastica (9 miliardi di pezzi solo in Italia), dei teloni agricoli, dei sacchi per la spazzatura, sacchi industriali, bottiglie per il latte, fusti, taniche e cassette, contenitori e pails per pitture e casalinghi, tappi, chiusure e
cappucci spray, nastri adesivi, materiali da imbottitura.
-Cloruro di polivinile PVC ; impiegato soprattutto per le bottiglie di acque minerali non gassate, pellicole per film, bottiglie e flaconi di detersivi, shampoo e cosmetici, sacchetti, alveoli per frutta, uova, cioccolatini e fiale, corde. È la plastica maggiormente più osteggiata infatti se usata come combustibile può dare luogo a composti organici clorurati tra i quali alcuni pericolosi, quali le diossinee i furani; il suo composto base (il cloruro di vinile) è cancerogeno e si chiede da più parti che non ne venga consentito l'uso per gli imballaggi per alimenti.
- Polipropilene PP; si utilizza nella fabbricazione di stoviglie, film, sacchi industriali, confezioni per gelati e yogurt, siringhe monouso, secchi per vernici e spazzatura.
- Polistirolo PS ; si usa per la produzione di bicchieri posate e piatti, coppette di gelati e yogurt, tappi, chiusure, cappucci spray e, nella sua forma espansa, per imballaggi di oggetti.
- Polietilentereftalato PET; è la plastica per bottiglie per bevande gassate.
Vetro
Un milione e duecentomila tonnellate di vetro tra bottiglie, bicchieri, barattoli e contenitori di alimenti e generi vari finiscono ogni anno nella spazzatura. Stimando per lo smaltimento una spesa media di centomila lire a tonnellata di rifiuti, si buttano 1.200 miliardi solo per far sparire i «cocci» dalla nostra vista
A questo spreco se ne aggiungono altri come quello dell' inutile consumo energetico , tenuto conto che per produrre un chilogrammo di vetro si consuma mezzo chilogrammo di petrolio, se si parte dalla sabbia, e se ne consumano 350 grammi, se si riutilizza il vetro riciclato.
In discarica, essendo un materiale inerte, il vetro non si degrada ma, occupando per sempre spazio prezioso, contribuisce ad un più rapido esaurimento dell'impianto, inoltre nell 'impianto di combustione per produzione di Energia per rifiuti urbani, che raggiunge la massima temperatura di 950 gradi, il vetro non fonde.